Guida al TAEG: cos’è e come si calcola davvero
Quando si valuta un prestito personale, un mutuo o un finanziamento rateale, l’attenzione si concentra spesso sul tasso di interesse nominale, perché è il dato più visibile nelle offerte pubblicitarie. In realtà, l’indicatore che permette di comprendere il costo effettivo del credito è il TAEG, cioè il Tasso Annuo Effettivo Globale. Questo parametro include non solo gli interessi, ma anche gran parte dei costi accessori legati al finanziamento, offrendo una misura comparabile tra offerte diverse. Capire come funziona il TAEG significa evitare errori di valutazione, perché due prestiti con lo stesso TAN possono avere costi complessivi molto differenti.
Il TAEG non è un numero arbitrario, ma il risultato di un calcolo preciso basato sui flussi finanziari del contratto. Per interpretarlo correttamente è necessario sapere cosa comprende, cosa esclude e in che modo viene determinato.
Cos’è il TAEG e perché è diverso dal TAN
Il TAEG rappresenta il costo totale del credito espresso in percentuale su base annua. A differenza del TAN, che indica esclusivamente il tasso di interesse applicato al capitale finanziato, il TAEG tiene conto anche di spese obbligatorie collegate al contratto.
Il TAN (Tasso Annuo Nominale) serve a calcolare gli interessi puri sulle rate, mentre il TAEG incorpora costi come:
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spese di istruttoria;
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commissioni di apertura pratica;
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spese di incasso rata;
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costi di gestione obbligatori;
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premi assicurativi richiesti come condizione per ottenere il prestito.
Questo significa che il TAEG fornisce una visione più realistica del costo complessivo. Se due istituti offrono un TAN del 6%, ma uno applica spese di istruttoria elevate e l’altro no, il TAEG sarà più alto nel primo caso, anche se il tasso nominale è identico.
Il TAEG è obbligatorio per legge in tutti i contratti di credito ai consumatori proprio per garantire trasparenza e comparabilità. Tuttavia, non è sufficiente leggerlo in modo superficiale: è necessario comprendere su quale base viene calcolato e quali elementi incidono maggiormente.
Quali costi sono inclusi nel TAEG
Per comprendere davvero il TAEG è utile analizzare le voci che entrano nel calcolo. La normativa europea stabilisce che devono essere inclusi tutti i costi che il cliente è tenuto a sostenere per ottenere il finanziamento, se noti al momento della firma.
Tra i costi generalmente inclusi troviamo:
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interessi calcolati sul capitale finanziato;
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spese di istruttoria;
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commissioni di intermediazione;
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costi per l’invio di comunicazioni obbligatorie;
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eventuali costi di perizia (nel caso di mutui);
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assicurazioni obbligatorie collegate al prestito.
Non rientrano invece nel TAEG alcune spese eventuali o non obbligatorie, come:
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penali per ritardo nei pagamenti;
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costi per estinzione anticipata (che vengono valutati separatamente);
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spese notarili, nel caso di mutuo, perché non direttamente collegate all’erogazione del credito da parte dell’istituto.
Un punto importante riguarda le assicurazioni. Se la polizza è obbligatoria per ottenere il finanziamento, il premio deve essere incluso nel TAEG. Se invece è facoltativa, il costo non rientra nel calcolo, anche se nella pratica può influire sulla convenienza complessiva.
Questa distinzione è fondamentale perché in alcuni casi un’offerta può sembrare competitiva nel TAEG, ma prevedere costi accessori non obbligatori che aumentano il costo reale del prestito.
Come si calcola davvero il TAEG
Il TAEG non si ottiene con una semplice somma di costi, ma attraverso un calcolo finanziario basato sul tasso interno di rendimento (TIR) dei flussi di cassa legati al contratto. In termini pratici, il TAEG è il tasso che rende equivalente il valore attuale del capitale erogato con il valore attuale delle rate e delle spese pagate dal cliente.
Il calcolo considera:
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l’importo effettivamente ricevuto dal cliente;
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l’importo delle rate periodiche;
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la frequenza dei pagamenti (mensile, trimestrale, ecc.);
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le spese iniziali e periodiche.
Facciamo un esempio semplificato. Se si richiede un prestito di 10.000 euro con spese di istruttoria pari a 500 euro trattenute all’erogazione, il cliente riceve in realtà 9.500 euro. Se poi paga rate mensili comprensive di interessi e costi accessori, il TAEG tiene conto del fatto che il capitale effettivamente disponibile è inferiore rispetto al nominale.
Il TAEG aumenta quando:
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le spese iniziali sono elevate;
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la durata è breve (perché i costi incidono su un periodo più limitato);
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le commissioni periodiche sono significative.
Nei mutui a lungo termine, l’impatto delle spese iniziali sul TAEG può risultare più contenuto, mentre nei prestiti di breve durata anche piccole commissioni incidono in modo rilevante.
Per calcoli precisi si utilizzano formule finanziarie complesse o software dedicati, ma per il consumatore è sufficiente sapere che il TAEG rappresenta il costo complessivo annualizzato, utile per confrontare offerte simili.
Differenze tra TAEG fisso e variabile
Nel caso di finanziamenti a tasso variabile, il TAEG viene calcolato sulla base del tasso iniziale applicato al momento della stipula. Questo significa che il valore indicato è una fotografia iniziale e può cambiare nel tempo se il tasso di riferimento varia.
Nei mutui indicizzati all’Euribor o all’Eurirs, il TAEG riportato nel contratto riflette il tasso corrente al momento della firma, ma le rate future possono aumentare o diminuire. È quindi importante non considerare il TAEG variabile come un valore garantito per tutta la durata del finanziamento.
Nel caso di tasso fisso, invece, il TAEG resta stabile perché il piano di ammortamento non cambia. Questo offre maggiore prevedibilità, anche se spesso comporta un costo iniziale più alto rispetto al variabile.
La scelta tra fisso e variabile non dipende solo dal TAEG iniziale, ma dalla capacità di sostenere eventuali variazioni nel tempo e dall’orizzonte temporale del finanziamento.
Come usare il TAEG per confrontare offerte in modo corretto
Il TAEG è uno strumento efficace solo se le offerte confrontate sono omogenee. Per esempio, confrontare un prestito di 10.000 euro in 5 anni con uno della stessa cifra in 7 anni non fornisce un’indicazione immediata, perché la durata incide direttamente sul valore del TAEG.
Per un confronto corretto è necessario:
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considerare lo stesso importo finanziato;
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mantenere la stessa durata;
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verificare che le condizioni accessorie siano simili;
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controllare eventuali spese non incluse nel TAEG.
È utile anche osservare l’importo totale dovuto, indicato nel prospetto informativo europeo standardizzato (SECCI). Questo dato mostra la somma complessiva che sarà restituita, comprensiva di capitale e costi.
Un TAEG più basso indica generalmente un finanziamento meno oneroso, ma è sempre opportuno leggere le condizioni contrattuali, soprattutto in relazione a estinzione anticipata, modifiche del piano di ammortamento e eventuali commissioni future.
Comprendere il TAEG significa andare oltre il tasso pubblicizzato e valutare il costo reale del credito, utilizzando un parametro che sintetizza interessi e spese in un unico indicatore comparabile.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.