Mutui più cari: chi paga davvero l’aumento dei tassi
Quando si parla di mutui più cari in seguito all’aumento dei tassi di interesse, la prima domanda da porsi riguarda chi sostiene realmente l’onere economico di questi aumenti. L’aumento dei tassi d’interesse non è un fenomeno isolato, ma il risultato di dinamiche macroeconomiche e di politiche monetarie che si riflettono sui costi dei mutui per chi acquista casa, con differenze a seconda del tipo di contratto e dei meccanismi di mercato.
Perché i tassi sui mutui aumentano
I tassi che le banche applicano sui mutui non sono determinati a caso, ma sono influenzati dai tassi di riferimento fissati dalle banche centrali, come la Banca Centrale Europea (BCE), e dai costi a cui le banche stesse si procurano i fondi da prestare. Quando la BCE aumenta i tassi per contrastare l’inflazione o in risposta a pressioni economiche, le banche vedono aumentare il proprio costo di provvista e trasferiscono parte di questo aumento ai mutuatari attraverso tassi più alti sui prestiti.
L’effetto non deriva solo dalla politica monetaria: anche la maggiore volatilità dei mercati finanziari, le aspettative di inflazione e la domanda di credito incidono sul livello dei tassi applicati alle nuove operazioni di mutuo.
Chi paga l’aumento dei tassi: mutuatari e modalità contrattuali
La ripercussione economica dell’aumento dei tassi si manifesta principalmente sui mutuatari, ma in modi diversi a seconda del tipo di contratto:
1. Mutui a tasso variabile:
Chi ha un mutuo indicizzato a un parametro variabile (come l’Euribor) subisce immediatamente le variazioni dei tassi di mercato: quando i tassi salgono, aumenta anche la rata mensile da pagare perché l’interesse calcolato sulla parte residua del capitale aumenta di conseguenza.
2. Mutui a tasso fisso:
In un mutuo a tasso fisso, il mutuatario paga lo stesso tasso per tutta la durata del contratto, indipendentemente dall’andamento dei tassi di mercato. Tuttavia, mutui sottoscritti in un periodo di tassi bassi diventano “più costosi da rinnovare o rifinanziare” quando le condizioni di mercato cambiano, perché nuove offerte di mercato applicano tassi più alti.
In entrambi i casi, è il mutuatario finale a sostenere la maggiore spesa complessiva: nel primo caso attraverso rate più alte, nel secondo attraverso costi maggiori nel rifinanziare o sostituire il mutuo.
L’impatto diretto sui bilanci familiari
Il risultato pratico dell’aumento dei tassi si traduce in maggiore onere finanziario per le famiglie che hanno un mutuo in corso o intendono chiederne uno. Quando i tassi aumentano, chi ha un mutuo variabile vede aumentare immediatamente la rata mensile, riducendo la capacità di spesa residua per consumi, risparmi o investimenti.
Un aumento dei tassi di pochi decimi può tradursi in decine o centinaia di euro in più da pagare ogni mese su mutui di importo significativo, con un impatto diretto sulla sostenibilità del budget familiare.
Effetti indiretti dell’aumento dei tassi
Anche le persone che non hanno ancora un mutuo ne risentono dell’aumento dei tassi attraverso la minore capacità di accesso al credito: tassi più alti riducono la somma che una banca è disposta a prestare allo stesso reddito, quindi significano una minore capacità di acquisto dell’abitazione, soprattutto per chi acquista casa per la prima volta.
In alcuni casi, l’aumento dei tassi può innescare una reazione a catena: se i mutuatari riducono consumi e spesa, l’economia rallenta e le stesse banche possono stringere i criteri di concessione del credito, rendendo più difficile l’accesso ai mutui.
Il ruolo delle banche e dei mercati finanziari
Le banche non fissano i tassi in modo arbitrario, ma li determinano sulla base di costi interni, tassi di sostegno delle banche centrali e condizioni di mercato. In periodi di tassi elevati, anche le banche devono affrontare costi di raccolta del denaro più alti, cioè pagano di più per ottenere fondi da prestare, e trasferiscono in parte questi costi ai mutuatari.
Inoltre, i mercati finanziari influenzano i tassi a cui le banche possono vendere o assicurare i propri mutui tramite strumenti come titoli garantiti da mutui. Quando i rendimenti di questi strumenti aumentano, le banche hanno incentivo a richiedere tassi più alti sui mutui per mantenere margini e competitività.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to